AgiBot propone la metrica Worken per scalare le flotte umanoidi e ridurre i costi di ingegneria
AgiBot introduce Worken per quantificare il lavoro umanoide utile e abbattere drasticamente il rapporto di ingegneri richiesti per robot sul campo.
Mentre iRESPONSABILI delle operazioni guardano oltre i primi progetti pilota e valutano l'economia reale dell'implementazione di hardware bipede, i costi di supporto rimangono il principale ostacolo. Affinché le flotte umanoidi raggiungano una vera sostenibilità commerciale in officina o in magazzino, il rapporto tra supervisori umani e tecnici necessari per mantenerle operative deve diminuire significativamente.
Per affrontare questa sfida di scalabilità, AgiBot ha proposto Worken, una nuova metrica progettata per misurare il lavoro utile effettivamente svolto dai robot intelligenti. Quantificando l'output operativo anziché il semplice tempo di attività o la capacità teorica, il framework offre ai gestori di flotta un quadro più chiaro della produttività del lavoro.
Secondo l'azienda, le prime implementazioni in un parco a tema ad alto traffico hanno ridotto con successo i requisiti di personale. Il rapporto è passato da un'impegnativa proporzione di un ingegnere per robot a un tecnico ogni tre unità, dimostrando la fattibilità di modelli di supervisione più agili.
Guardando al futuro, AgiBot punta a raggiungere l'obiettivo di un ingegnere che gestisce dieci robot entro la fine dell'anno, con un traguardo di scalabilità previsto di venti unità per ingegnere il prossimo anno. Per gli acquirenti aziendali che valutano spese di capitale nel lavoro umanoide, ridurre questo personale di supporto è essenziale per ottenere un costo orario favorevole.